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	<title>Prodotti Tipici &#8211; LocalEco.it</title>
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	<description>Il Motore delle economie locali</description>
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	<title>Prodotti Tipici &#8211; LocalEco.it</title>
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	<item>
		<title>Artigianato vivo e antichi mestieri in Alta Marca</title>
		<link>https://localeco.it/2017/01/12/artigianato-alta-marca/</link>
				<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 06:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Localeco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Prodotti Tipici]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;artigianato si mantiene vivo nel territorio dell&#8217;Alta Marca grazie alla trasmissione della tradizione artigiana e alla riscoperta degli antichi mestieri. L&#8217;attività artigiana si fonda sulla figura dell&#8217;artigiano, imprenditore e lavoratore, che apporta la sua genialità, le sue abilità, la sua manualità, il senso pratico e dell&#8217;innovazione continua, la sua capacità relazionale e organizzativa. E&#8217; una [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2017/01/12/artigianato-alta-marca/">Artigianato vivo e antichi mestieri in Alta Marca</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div id="dslc-theme-content"><div id="dslc-theme-content-inner"><p style="text-align: justify;">L&#8217;artigianato si mantiene vivo nel territorio dell&#8217;<strong><a href="http://www.galaltamarca.it/" target="_blank">Alta Marca</a></strong> grazie alla trasmissione della <strong>tradizione artigiana</strong> e alla riscoperta degli antichi mestieri. L&#8217;attività artigiana si fonda sulla figura dell&#8217;artigiano, imprenditore e lavoratore, che apporta la sua genialità, le sue abilità, la sua manualità, il senso pratico e dell&#8217;innovazione continua, la sua capacità relazionale e organizzativa. E&#8217; una realtà economica e sociale rilevante che produce ricchezza e occupazione attraverso molteplici attività diffuse nel territorio.</p>
<h4 style="text-align: justify;">&#8220;Vecie Arti e Mestieri&#8221;</h4>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>museo dell&#8217;uomo</strong> di <a href="http://www.comune.conegliano.tv.it" target="_blank">Conegliano</a> ci da una panoramica precisa di quelli che erano e che continuano ad essere i tre settori trainanti dell&#8217;artigianato in Alta Marca. Abbiamo i <strong>mestieri tessili</strong>: la tessitura, la cardatura, la filatura e la sartoria; i <strong>mestieri del legno</strong> come il falegname, il bottaio e il seggiolaio e la lavorazione dei metalli: il fabbro, l&#8217;arrotino, l&#8217;orafo e l&#8217;orologiaio. Ma dove possiamo trovare ancora oggi dei laboratori in cui si continuano ad applicare da secoli le stesse tecniche artigiane?</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter wp-image-2162" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/03/ferrobattuto-vittorioveneto.png" alt="ferrobattuto_vittorioveneto" width="402" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">A <strong><a href="http://www.vittorioveneto.gov.it" target="_blank">Vittorio Veneto</a></strong> troviamo l&#8217;<strong>Accademia Internazionale del ferro battuto</strong> con i suoi laboratori di lavorazione dei metalli e ogni seconda domenica del mese la mostra mercato dell&#8217;artigianato familiare con oggettistica, giocattoli, produzioni naturali e creazioni in legno e ferro battuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli artigiani di<strong> <a href="http://www.comune.asolo.tv.it" target="_blank">Asolo</a>,</strong> nei loro laboratori, realizzano da secoli <strong>tessuti pregiati</strong> in seta e lana per abbigliamento e arredamento e partendo dall&#8217;impiego di materie prime povere, abilmente sfruttate e lavorate, arrivano a produrre lenzuola ricamate, tovaglie, fazzoletti, camicette, coperte e tappeti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.comune.borsodelgrappa.tv.it" target="_blank">Borso del Grappa</a></strong>, invece, è famosa per l<strong>&#8216;artigianato del legno</strong> e in particolare per le sue <strong>pipe</strong> realizzate in legno scolpito e dipinto; sono pipe di forme insolite con la canna e il fornello ricchi di tagli ornamentali, ricavate da legno di Carpino e Marasco che emanano un aroma caratteristico. Altri mercatini dell&#8217;artigianato vengono allestiti lungo le strade, i cortili e i borghi di <strong>Sarmede</strong> con &#8220;<strong>Le fiere del teatro</strong>&#8221; e a <strong>Follina</strong> con il mercatino &#8220;<strong>Colori di Primavera</strong>&#8221; dove si possono trovare vari oggetti fatti a mano; in legno, carta, ferro, rame, pasta di sale, cera, stoffe, ceramica, vetro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter wp-image-2159" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/03/pipe-borsodelgrappa.png" alt="pipe_borsodelgrappa" width="401" height="300" /></p>
<h4 style="text-align: justify;">L&#8217;Artigianato Vivo</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma la <strong>capitale dell&#8217;artigianato</strong> in alta marca rimane <strong><a href="http://www.comune.cisondivalmarino.tv.it" target="_blank">Cison di Valmarino </a></strong>con uno degli eventi estivi più attesi di tutta la Regione Veneto : la rassegna <strong>&#8216;Artigianato Vivo&#8217;</strong>, un viaggio alla scoperta di antichi saperi e mestieri manuali, per ricreare un curioso laboratorio artigiano a cielo aperto nel centro storico cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritorna ogni anno a metà agosto ed è in grado di catalizzare un numero sempre maggiore di visitatori. <strong>Piccoli bottegai, mastri artigiani, ceramisti, artisti del vetro, dei metalli, del legno, della pelle </strong>e<strong> del cuoio</strong>, lungo le vie e i borghi più suggestivi del paese, danno prova della loro abilità, cercando di stupire i visitatori con i loro prodotti originali e rigorosamente fatti a mano e coinvolgendoli nei vari laboratori didattici per riscoprire gli antichi mestieri artigiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2004 Pro Loco di Cison di Valmarino, con il sostegno di Confartigianato Vittorio Veneto, ha introdotto il <strong>Premio Artigianato Vivo</strong>, quest&#8217;iniziativa si pone come stimolo per promuovere e valorizzare i mestieri e le botteghe che non esprimono in numeri la loro grandezza, bensì in un altro ordine di valori: rispetto della tradizione, perizia nell&#8217;esecuzione, originalità ed unicità di ogni manufatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il mondo dell&#8217;artigianato ti affascina, se è sempre stata la tua passione oppure vorresti aprire un&#8217;attività o seguire dei corsi professionali, ti puoi affidare ad una delle organizzazioni di imprenditori appartenenti al settore della piccola e media impresa come <a href="http://www.confartigianatomarcatrevigiana.it" target="_blank"><strong>Confartigianato Marca Trevigiana</strong> </a>o <strong><a href="http://www.confartigianatoasolomontebelluna.it" target="_blank">Confartigianato Asolo &#8211; Montebelluna</a></strong> e iniziare a fare parte anche tu di questa lunga tradizione trevigiana dell&#8217; alta marca.</p>
<p>[:en]</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;artigianato si mantiene vivo in <a href="http://www.galaltamarca.it" target="_blank">alta marca </a>grazie alla trasmissione della tradizione artigiana e alla riscoperta degli antichi mestieri. L&#8217;attività artigiana si fonda sulla figura dell&#8217;artigiano, imprenditore e lavoratore, che apporta la sua genialità, le sue abilità, la sua manualità, il senso pratico e dell&#8217;innovazione continua, la sua capacità relazionale e organizzativa. E&#8217; una realtà economica e sociale rilevante che produce ricchezza e occupazione attraverso molteplici attività diffuse nel territorio.</p>
<p>Il museo dell&#8217;uomo di <a href="http://www.comune.conegliano.tv.it" target="_blank">Conegliano</a> ci da una panoramica precisa di quelli che erano e che continuano ad essere i tre settori trainanti dell&#8217;artigianato in alta marca. Abbiamo i mestieri tessili: la tessitura, la cardatura, la filatura e la sartoria; i mestieri del legno come il falegname, il bottaio e il seggiolaio e la lavorazione dei metalli: il fabbro, l&#8217;arrotino, l&#8217;orafo e l&#8217;orologiaio. Ma dove possiamo trovare ancora oggi dei laboratori in cui si continuano ad applicare da secoli le stesse tecniche artigiane?</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-2162" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/03/ferrobattuto-vittorioveneto.png" alt="ferrobattuto_vittorioveneto" width="402" height="300" /></p>
<p>A <a href="http://www.vittorioveneto.gov.it" target="_blank">Vittorio Veneto </a>troviamo l&#8217;Accademia Internazionale del ferro battuto con i suoi laboratori di lavorazione dei metalli e ogni seconda domenica del mese la mostra mercato dell&#8217;artigianato familiare con oggettistica, giocattoli, produzioni naturali e creazioni in legno e ferro battuto.</p>
<p>Gli artigiani di <a href="http://www.comune.asolo.tv.it" target="_blank">Asolo</a>, nei loro laboratori, realizzano da secoli tessuti pregiati in seta e lana per abbigliamento e arredamento e partendo dall&#8217;impiego di materie prime povere, abilmente sfruttate e lavorate, arrivano a produrre lenzuola ricamate, tovaglie, fazzoletti, camicette, coperte e tappeti.</p>
<p><a href="http://www.comune.borsodelgrappa.tv.it" target="_blank">Borso del Grappa</a>, invece, è famosa per l&#8217;artigianato del legno e in particolare per le sue pipe realizzate in legno scolpito e dipinto; sono pipe di forme insolite con la canna e il fornello ricchi di tagli ornamentali, ricavate da legno di carpino e marasco che emanano un aroma caratteristico. Altri mercatini dell&#8217;artigianato vengono allestiti lungo le strade, i cortili e i borghi di Sarmede con &#8220;Le fiere del teatro&#8221; e a Follina con il mercatino &#8220;Colori di Primavera&#8221; dove si possono trovare vari oggetti fatti a mano; in legno, carta, ferro, rame, pasta di sale, cera, stoffe, ceramica, vetro.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-2159" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/03/pipe-borsodelgrappa.png" alt="pipe_borsodelgrappa" width="401" height="300" /></p>
<p>Ma la capitale dell&#8217;artigianato in alta marca rimane <a href="http://www.comune.cisondivalmarino.tv.it" target="_blank">Cison di Valmarino </a>con uno degli eventi estivi più attesi di tutta la Regione Veneto : la rassegna <a href="http://www.artigianatovivo.it" target="_blank">&#8216;Artigianato Vivo&#8217;</a>, un viaggio alla scoperta di antichi saperi e mestieri manuali, per ricreare un curioso laboratorio artigiano a cielo aperto nel centro storico cittadino. Ritorna ogni anno a metà agosto ed è in grado di catalizzare un numero sempre maggiore di visitatori. Piccoli bottegai, mastri artigiani, ceramisti, artisti del vetro, dei metalli, del legno, della pelle e del cuoio, lungo le vie e i borghi più suggestivi del paese, danno prova della loro abilità, cercando di stupire i visitatori con i loro prodotti originali e rigorosamente fatti a mano e coinvolgendoli nei vari laboratori didattici per riscoprire gli antichi mestieri artigiani.</p>
<p>Nel 2004 Pro Loco di Cison di Valmarino, con il sostegno di Confartigianato Vittorio Veneto, ha introdotto il Premio Artigianato Vivo, quest&#8217;iniziativa si pone come stimolo per promuovere e valorizzare i mestieri e le botteghe che non esprimono in numeri la loro grandezza, bensì in un altro ordine di valori: rispetto della tradizione, perizia nell&#8217;esecuzione, originalità ed unicità di ogni manufatto.</p>
<p><img class="wp-image-2262 " src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/03/artigianato-FB-300x88.jpg" alt="" width="625" height="183" srcset="https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/03/artigianato-FB-300x88.jpg 300w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/03/artigianato-FB-768x225.jpg 768w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/03/artigianato-FB.jpg 1024w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /></p>
<p>Se il mondo dell&#8217;artigianato ti affascina, è sempre stata la tua passione, vorresti aprire un&#8217;attività o seguire dei corsi professionali, ti puoi affidare ad una delle organizzazioni di imprenditori appartenenti al settore della piccola e media impresa come <a href="http://www.confartigianatomarcatrevigiana.it" target="_blank">Confartigianato Marca Trevigiana </a>o <a href="http://www.confartigianatoasolomontebelluna.it" target="_blank">Confartigianato Asolo &#8211; Montebelluna</a> e iniziare a fare parte anche tu di questa lunga tradizione trevigiana dell&#8217; alta marca.</p>
</div></div><p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2017/01/12/artigianato-alta-marca/">Artigianato vivo e antichi mestieri in Alta Marca</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Verdiso, vino storico del Veneto</title>
		<link>https://localeco.it/2017/01/04/verdiso-vino-storico-del-veneto/</link>
				<pubDate>Wed, 04 Jan 2017 06:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Localeco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LocalEco]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti Tipici]]></category>
		<category><![CDATA[Marca Trevigiana]]></category>
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		<category><![CDATA[verdiso]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Verdiso, conosciuto spesso con diversi sinonimi (Verdisa, Verdisa grossa,  Verdisa gentil), è una varietà storica del Veneto le cui prime informazioni si hanno a partire dalla fine del ‘700, in questi periodo la viticoltura e l’enologia di tutto il Veneto stava attraversando un periodo di difficoltà e di evidente decadenza. &#160; I motivi vanno ricondotti [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2017/01/04/verdiso-vino-storico-del-veneto/">Verdiso, vino storico del Veneto</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div id="dslc-theme-content"><div id="dslc-theme-content-inner"><p style="text-align: justify;">Verdiso, conosciuto spesso con diversi sinonimi (Verdisa, Verdisa grossa,  Verdisa gentil), è una varietà storica del Veneto le cui prime informazioni si hanno a partire dalla fine del ‘700, in questi periodo la viticoltura e l’enologia di tutto il Veneto stava attraversando un periodo di difficoltà e di evidente decadenza.</p>
<div id="attachment_3349" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><img aria-describedby="caption-attachment-3349" class="wp-image-3349 size-medium" title="Grappolo di Verdiso" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/bianchi-300x200.jpg" alt="bianchi" width="300" height="200" srcset="https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/bianchi-300x200.jpg 300w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/bianchi-800x533.jpg 800w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/bianchi-180x120.jpg 180w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/bianchi.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-3349" class="wp-caption-text">Grappolo di Verdiso</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">I motivi vanno ricondotti a diversi fattori: gli scarsi investimenti riservati al settore, ai sistemi spesso arcaici e superati nel coltivare le viti (come ad esempio le alberate) e nel governare le vinificazioni e alla scarsa attenzione prestata alla scelta varietale. Non sorprende perciò la menzione negativa del conte <strong>Pietro Caronelli</strong> fatta all’Accademia di Agricoltura di Conegliano nel 1788 dove descrive la situazione vitivinicola della zona, lamentando il decadimento della qualità degli impianti eseguiti dopo la disastrosa gelata del 1709.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua diffusione si è affermata e consolidata anche nei decenni successivi, tanto che nel 1874 il Verdiso era diffuso in ben 50 dei 96 comuni della provincia di Treviso e forniva ben 24.000 ettolitri di vino.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando coltivato negli ambienti collinari più magri e soleggiati, il vino era apprezzato dai mercanti e primeggiava in relazione ad altri vini della zona. A partire dalla fine dell’800 inizia a diffondersi una cultura di tutela e protezione dei vitigni locali, grazie soprattutto all’azione della Società Enologica Trevisana e della <a href="http://www.isisscerletticonegliano.gov.it" target="_blank">Scuola Enologica “G. B. Cerletti”</a> di Conegliano, che si prefiggono lo scopo di produrre dei buoni vini da pasto bianchi (e fra questi anche il Verdiso), nonché di indagare sulle possibilità colturali di altri vitigni autoctoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, dal 1923 la Stazione Sperimentale di Viticoltura e di Enologia, ha cercato di indirizzare la produzione vinicola della zona dell’Alta Marca Trevigiana verso nuovi traguardi tecnici e qualitativi, piantando nella zona collinare di Conegliano e Valdobbiadene numerosi vigneti sperimentali. Da questi studi emersero, a partire dagli anni ’50, chiarissimi segnali sulle buone possibilità di ottenere ottimi vini da alcune varietà a frutto rosso (Cabernet franc e Merlot) e sulle naturali potenzialità del Prosecco e di altri vitigni bianchi tra cui il Verdiso. Vi sono infatti giudizi documentati e sperimentati sui positivi caratteri del Verdiso, a significare la sua variabilità all&#8217;interno del comprensorio produttivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La presenza di espressioni più o meno vigorose e fertili, sono state sicuramente alla base dei diversi giudizi espressi sui vini.</p>
<div id="attachment_3351" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.localeco.it/2016/07/25/verdiso-vino-storico-del-veneto/ ‎"><img aria-describedby="caption-attachment-3351" class="wp-image-3351" title="Raccolta del Verdiso" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/images-300x168.jpg" alt="images" width="300" height="168" /></a><p id="caption-attachment-3351" class="wp-caption-text">Raccolta del Verdiso</p></div>
<p style="text-align: justify;">In sostanza, il Verdiso va considerato come varietà produttiva, facilmente soggetta al marciume, ma se coltivata in ambienti arieggiati, soleggiati e asciutti, senza eccessi produttivi, può esprimere un vino dagli aromi e dalle intensità inimitabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo la sua produzione, sin dagli anni ’50, è stata limitata alle zone più adatte alla sua espressione qualitativa, dove si può ottenere il sapido e caratteristico vino che molti conoscono ed hanno imparato ad apprezzare.</p>
</div></div><p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2017/01/04/verdiso-vino-storico-del-veneto/">Verdiso, vino storico del Veneto</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Il Torchiato di Fregona, un vino dai sapori antichi</title>
		<link>https://localeco.it/2016/12/21/il-torchiato-di-fregona-un-vino-dai-sapori-antichi/</link>
				<pubDate>Wed, 21 Dec 2016 06:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Localeco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LocalEco]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti Tipici]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[Passito]]></category>
		<category><![CDATA[Torchiato di Fregona]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La storia del Torchiato di Fregona si perde nelle diverse storie che raccontano ancora i contadini: la più accreditata narra che più o meno attorno al 1600, nella frazione di Ciser di Fregona, ai piedi del Monte Pizzoc, un vignaiolo fu costretto a vendemmiare dell&#8217;uva nonostante non fosse perfettamente maturata a causa di una gelata anticipata. Vendemmiò [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/12/21/il-torchiato-di-fregona-un-vino-dai-sapori-antichi/">Il Torchiato di Fregona, un vino dai sapori antichi</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div id="dslc-theme-content"><div id="dslc-theme-content-inner"><p style="text-align: justify;">La storia del Torchiato di Fregona si perde nelle diverse storie che raccontano ancora i contadini: la più accreditata narra che più o meno attorno al 1600, nella frazione di Ciser di Fregona, ai piedi del Monte Pizzoc, un vignaiolo fu costretto a vendemmiare dell&#8217;uva nonostante non fosse perfettamente maturata a causa di una gelata anticipata.</p>
<p style="text-align: justify;">Vendemmiò l&#8217;uva, fece spazio nel granaio e la stese su dei graticci scoprendo che quel posto così arieggiato e luminoso offriva ottime condizioni per completare la maturazione dell&#8217;uva.</p>
<div id="attachment_3422" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.cantinaitaliana.eu/wp-content/uploads/2016/05/GROTTE-5.jpg" target="_blank"><img aria-describedby="caption-attachment-3422" class="wp-image-3422" title="Torchiato di Fregona" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/appassimento-del-torchiato.jpg" alt="appassimento del torchiato" width="350" height="350" srcset="https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/appassimento-del-torchiato.jpg 300w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/appassimento-del-torchiato-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><p id="caption-attachment-3422" class="wp-caption-text">Appassimento delle uve atte a diventare Torchiato di Fregona DOCG</p></div>
<p style="text-align: justify;">Di quei grappoli pendenti non se ne curò particolarmente, al punto che la successiva primavera si sorprese nel ritrovare dell&#8217;uva dolcissima ma anche indurita dal processo di appassimento. Provò quindi a torchiarla a più riprese visto che una sola volta non sembrava sufficiente. Mise poi il mosto a riposo in piccole botti senza troppe convinzione. A distanza di un anno il primo assaggio illuminò il volto dell&#8217;agricoltore che comprese di aver scoperto un vino straordinario.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Torchiato di Fregona è “un vino di prelibata qualità, dolce-amaro, ricco di alcool, gustosissimo”, che viene ottenuto da uve passite e poi torchiate durante la settimana di Pasqua; per questo è detto anche “Vin Santo“.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelodaros.it/img/a_torchiato_fregona.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-3425 size-medium aligncenter" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/a_torchiato_fregona-300x202.jpg" alt="a_torchiato_fregona" width="300" height="202" srcset="https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/a_torchiato_fregona-300x202.jpg 300w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/a_torchiato_fregona-180x120.jpg 180w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/07/a_torchiato_fregona.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il procedimento, alquanto laborioso, è tramandato con passione di padre in figlio. I grappoli d’uva bianca, <strong>Verdiso</strong>, <strong>Boschera</strong> (vitigno quasi introvabile altrove) e <strong>Glera</strong>, ma anche con piccole aggiunte di<strong> Bianchetta</strong>, vengono staccati maturi, ma non troppo, dalla mano delicata delle donne, dopo di che vengono appesi singolarmente a delle cordicelle o stesi su graticci in ambienti asciutti e ben arieggiati, avendo la cura di togliere gli acini rotti o attaccati da muffe.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la torchiatura a Pasqua si procede quindi a diraspare i grappoli a mano ed a torchiare gli acini appassiti. Il mosto ottenuto viene lasciato decantare per eliminare grossolanamente le parti solide, dopo di che è fatto fermentare lentamente in botticelle di rovere e acacia non del tutto colme, affinché il vino si ossidi a contatto con l’aria disperdendosi in piccola parte.</p>
<p style="text-align: justify;">Le botti di rovere assorbono circa 10-12 litri di vino e vengono adoperate per circa 10-12 anni. Il 2 agosto, che per antica simbologia pagana, è la festa degli uomini (il giorno dedicato alla virilità), i maschi procedono al rito dell’assaggio del nuovo Torchiato, destinato ad un ultimo passaggio in botte (questa volte riempita completamente) fino alla primavera successiva, in cui viene imbottigliato.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ un vino raro, da meditazione, da servire con pasticceria secca a base di mandorle, ma può accompagnare anche alimenti più complessi come formaggi erborinati.</p>
</div></div><p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/12/21/il-torchiato-di-fregona-un-vino-dai-sapori-antichi/">Il Torchiato di Fregona, un vino dai sapori antichi</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>La Casatella Trevigiana D.O.P.</title>
		<link>https://localeco.it/2016/12/09/la-casatella-trevigiana-dop/</link>
				<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 06:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Localeco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LocalEco]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti Tipici]]></category>
		<category><![CDATA[alta]]></category>
		<category><![CDATA[BENESSERE]]></category>
		<category><![CDATA[CASATELLA]]></category>
		<category><![CDATA[DIETA]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[fresco]]></category>
		<category><![CDATA[marca]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Oggi vi vogliamo parlare di un prodotto caseario tipico del territorio trevigiano e molto importante poiché è un prodotto a Denominazione di Origine Protetta, si tratta di un formaggio fresco che originariamente veniva prodotto in casa utilizzando il poco latte avanzato dalle famiglie contadine ed è proprio da qui che ne deriva il suo nome [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/12/09/la-casatella-trevigiana-dop/">La Casatella Trevigiana D.O.P.</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div id="dslc-theme-content"><div id="dslc-theme-content-inner"><p style="text-align: justify;">Oggi vi vogliamo parlare di un prodotto caseario tipico del territorio trevigiano e molto importante poiché è un prodotto a <strong>D</strong>enominazione di <strong>O</strong>rigine <strong>P</strong>rotetta, si tratta di un <strong>formaggio fresco</strong> che originariamente veniva prodotto in casa utilizzando il poco latte avanzato dalle famiglie contadine ed è proprio da qui che ne deriva il suo nome <strong>CASATELLA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class=" wp-image-1210 aligncenter" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/casatella-300x214.png" alt="casatella" width="439" height="313" srcset="https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/casatella-300x214.png 300w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/casatella-768x547.png 768w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/casatella.png 791w" sizes="(max-width: 439px) 100vw, 439px" /></p>
<p style="text-align: center;">Fonte Immagine: www.veneto.eu</p>
<p style="text-align: justify;">Ma raccontiamo meglio le <strong>origini</strong> e la <strong>storia</strong> antica di questo formaggio fresco… la Casatella originariamente era chiamata <strong><em>“Casada”</em></strong> poiché era prodotta in casa dalle donne delle famiglie contadine che dopo aver munto i pochi capi di bestiame che possedevano, procedevano alla lavorazione del latte con attrezzi essenziali e con tecniche molto basilari. Si preferiva produrre la Casatella durante la stagione invernale poiché si pensava che il latte fosse qualitativamente migliore ovvero che possedesse più elementi grassi.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Casatella</strong> è un formaggio fresco consigliato a chi segue una <strong>dieta ipocalorica</strong> ma non solo, è ideale anche per l’alimentazione dei bambini poiché è un prodotto ad elevato contenuto proteico dato dalle componenti del latte fresco, è <strong>facilmente digeribile</strong> e possiede un notevole contenuto di <strong>calcio</strong> e <strong>vitamina D,</strong> indispensabili per favorire la crescita e il mantenimento dell’apparato osseo quindi è un ottimo alimento anche per chi soffre di osteoporosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi proponiamo una <strong>ricetta</strong> ipocalorica di un dolce che racchiude la <strong>genuinità della Casatella Trevigiana DOP </strong>ed è una ricetta ottima per risvegliare i sensi in vista della Primavera!!</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/2665.png" alt="♥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Cheesecake al lemon curd e albicocche allo zafferano e brandy con casatella trevigiana DOP  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/2665.png" alt="♥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="wp-image-1321 aligncenter" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/cheesecake-al-lemon-curd.jpg" alt="cheesecake al lemon curd" width="468" height="311" srcset="https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/cheesecake-al-lemon-curd.jpg 640w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/cheesecake-al-lemon-curd-300x200.jpg 300w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/cheesecake-al-lemon-curd-180x120.jpg 180w" sizes="(max-width: 468px) 100vw, 468px" /></p>
<p style="text-align: center;"> Fonte: www.foodbloggermania.it</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/2665.png" alt="♥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: center;">250 g di albicocche secche<br />
1 tazzina da caffè di brandy<br />
1 bustina di zafferano<br />
300 g di zucchero semolato<br />
1 kg di <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000; text-decoration: underline;" href="http://www.casatella.it/il-consorzio-di-tutela/il-riconoscimento-della-dop/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Casatella Trevigian Dop</a></span></span><br />
100 g di <span style="text-decoration: underline; color: #000000;"><a style="color: #000000; text-decoration: underline;" href="http://foodbloggermania.it/redirect.php?URL=http://tacchiepeperosa.blogspot.it/2015/05/lemon-curd.html" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">lemon curd</a></span><br />
40 g di mazeina<br />
1 bustina di vanillina<br />
la scorza di un limone<br />
4 uova leggermente sbattute<br />
1 cucchiaino di cannella<br />
zucchero a velo</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/2665.png" alt="♥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: center;">Mescolate le albicocche con il brandy dove abbiamo già sciolto lo zafferano e far riposare un’ ora.</p>
<p style="text-align: center;">Mescolate 75 g di zucchero usando un mixer con la Casatella Trevigiana Dop, il <a href="http://foodbloggermania.it/redirect.php?URL=http://tacchiepeperosa.blogspot.it/2015/05/lemon-curd.html" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">lemon curd</a>, la vanillina e la mazeina.<br />
Aggiungete le uova.</p>
<p style="text-align: center;">Versate il composto nella teglia, preventivamente imburrata e infarinata, e sbattere leggermente fino a livellare.<br />
Mettete in forno per 50 minuti a 190°C<br />
Quindi lasciate raffreddare completamente.</p>
<p style="text-align: center;">Mettete in una casseruola lo zucchero rimasto con 310 ml di acqua fredda, mescolate a fuoco basso finchè lo zucchero si scioglie, quindi aggiungete la cannella ed il composto di albicocche.<br />
Cuocete a fuoco basso per 15 minuti.</p>
<p style="text-align: center;">Togliete le albicocche con il colino e trasferirle in una ciotola, e lasciate addensare lo sciroppo.<br />
Fate raffreddare il tutto</p>
<p style="text-align: center;">Spolverate la cheesecake con lo zucchero a velo e copritela con le albicocche mescolate allo sciroppo.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/2665.png" alt="♥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;">A difesa di questo prodotto è nato nel <strong>2001 il Consorzio per la Tutela del Formaggio La Casatella Trevigiana DOP</strong> che si occupa del controllo delle fasi di produzione e di commercializzazione del prodotto, della sua salvaguardia e della sua promozione e valorizzazione.<img class="wp-image-1264 aligncenter" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/LogoDOP.png" alt="LogoDOP" width="161" height="161" srcset="https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/LogoDOP.png 500w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/LogoDOP-150x150.png 150w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/LogoDOP-300x300.png 300w" sizes="(max-width: 161px) 100vw, 161px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E voi cosa ne pensate? Vi è venuta voglia di provare questo formaggio?[:en]</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi vi vogliamo parlare di un prodotto caseario tipico del territorio trevigiano e molto importante poiché è un prodotto a <strong>D</strong>enominazione di <strong>O</strong>rigine <strong>P</strong>rotetta si tratta di un <strong>formaggio fresco</strong> che originariamente veniva prodotto in casa utilizzando il poco latte avanzato dalle famiglie contadine ed è proprio da qui che ne deriva il suo nome <strong>CASATELLA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class=" wp-image-1210 aligncenter" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/casatella-300x214.png" alt="casatella" width="439" height="313" srcset="https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/casatella-300x214.png 300w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/casatella-768x547.png 768w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/casatella.png 791w" sizes="(max-width: 439px) 100vw, 439px" /></p>
<p style="text-align: center;">Fonte Immagine: www.veneto.eu</p>
<p style="text-align: justify;">Ma raccontiamo meglio le <strong>origini</strong> e la <strong>storia</strong> antica di questo formaggio fresco… la Casatella originariamente era chiamata <strong><em>“Casada”</em></strong> poiché era prodotta in casa dalle donne delle famiglie contadine che dopo aver munto i pochi capi di bestiame che possedevano, procedevano alla lavorazione del latte con attrezzi essenziali e con tecniche molto basilari. Si preferiva produrre la Casatella durante la stagione invernale poiché si pensava che il latte fosse qualitativamente migliore ovvero che possedesse più elementi grassi.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Casatella</strong> è un formaggio fresco consigliato a chi segue una <strong>dieta ipocalorica</strong> ma non solo, è ideale anche per l’alimentazione dei bambini poiché è un prodotto ad elevato contenuto proteico dato dalle componenti del latte fresco, è <strong>facilmente digeribile</strong> e possiede un notevole contenuto di <strong>calcio</strong>, <strong>vitamina D</strong> indispensabili per favorire la crescita e il mantenimento dell’apparato osseo quindi è un ottimo alimento anche per chi soffre di osteoporosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi proponiamo una <strong>ricetta</strong> ipocalorica di un dolce che racchiude la <strong>genuinità della Casatella Trevigiana DOP </strong>ed è una ricetta ottima per risvegliare i sensi in vista della Primavera!!</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/2665.png" alt="♥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Cheesecake al lemon curd e albicocche allo zafferano e brandy con casatella trevigiana DOP  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/2665.png" alt="♥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="wp-image-1321 aligncenter" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/cheesecake-al-lemon-curd.jpg" alt="cheesecake al lemon curd" width="468" height="311" srcset="https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/cheesecake-al-lemon-curd.jpg 640w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/cheesecake-al-lemon-curd-300x200.jpg 300w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/cheesecake-al-lemon-curd-180x120.jpg 180w" sizes="(max-width: 468px) 100vw, 468px" /></p>
<p style="text-align: center;"> Fonte: www.foodbloggermania.it</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/2665.png" alt="♥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: center;">250 g di albicocche secche<br />
1 tazzina da caffè di brandy<br />
1 bustina di zafferano<br />
300 g di zucchero semolato<br />
1 kg di <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000; text-decoration: underline;" href="http://www.casatella.it/il-consorzio-di-tutela/il-riconoscimento-della-dop/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Casatella Trevigian Dop</a></span></span><br />
100 g di <span style="text-decoration: underline; color: #000000;"><a style="color: #000000; text-decoration: underline;" href="http://foodbloggermania.it/redirect.php?URL=http://tacchiepeperosa.blogspot.it/2015/05/lemon-curd.html" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">lemon curd</a></span><br />
40 g di mazeina<br />
1 bustina di vanillina<br />
la scorza di un limone<br />
4 uova leggermente sbattute<br />
1 cucchiaino di cannella<br />
zucchero a velo</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/2665.png" alt="♥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: center;">Mescolate le albicocche con il brandy dove abbiamo già sciolto lo zafferano e far riposare un’ ora.</p>
<p style="text-align: center;">Mescolate 75 g di zucchero usando un mixer con la Casatella Trevigiana Dop, il <a href="http://foodbloggermania.it/redirect.php?URL=http://tacchiepeperosa.blogspot.it/2015/05/lemon-curd.html" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">lemon curd</a>, la vanillina e la mazeina.<br />
Aggiungete le uova.</p>
<p style="text-align: center;">Versate il composto nella teglia, preventivamente imburrata e infarinata, e sbattere leggermente fino a livellare.<br />
Mettete in forno per 50 minuti a 190°C<br />
Quindi lasciate raffreddare completamente.</p>
<p style="text-align: center;">Mettete in una casseruola lo zucchero rimasto con 310 ml di acqua fredda, mescolate a fuoco basso finchè lo zucchero si scioglie, quindi aggiungete la cannella ed il composto di albicocche.<br />
Cuocete a fuoco basso per 15 minuti.</p>
<p style="text-align: center;">Togliete le albicocche con il colino e trasferirle in una ciotola, e lasciate addensare lo sciroppo.<br />
Fate raffreddare il tutto</p>
<p style="text-align: center;">Spolverate la cheesecake con lo zucchero a velo e copritela con le albicocche mescolate allo sciroppo.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/2665.png" alt="♥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;">A difesa di questo prodotto è nato nel <strong>2001 il Consorzio per la Tutela del Formaggio La Casatella Trevigiana DOP</strong> che si occupa del controllo delle fasi di produzione e di commercializzazione del prodotto, della sua salvaguardia e della sua promozione e valorizzazione.<img class="wp-image-1264 aligncenter" src="http://www.localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/LogoDOP.png" alt="LogoDOP" width="161" height="161" srcset="https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/LogoDOP.png 500w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/LogoDOP-150x150.png 150w, https://localeco.it/wp-content/uploads/2016/02/LogoDOP-300x300.png 300w" sizes="(max-width: 161px) 100vw, 161px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E voi cosa ne pensate? Vi è venuta voglia di provare questo formaggio?</p>
</div></div><p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/12/09/la-casatella-trevigiana-dop/">La Casatella Trevigiana D.O.P.</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Italia: natura, artigianato, qualità. E vino biologico</title>
		<link>https://localeco.it/2016/12/07/italia-natura-artigianato-qualita-vino-biologico/</link>
				<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 06:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Localeco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LocalEco]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti Tipici]]></category>
		<category><![CDATA[bio]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[prosecco]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Italia: natura, artigianato, qualità. E vino biologico L&#8217;Italia è da sempre la patria della buona e sana alimentazione ed in particolare del vino: i nostri vini sono i più apprezzati nel mondo. Il loro sapori sono unici, ma il tratto comune che li rende famosi è il luogo di origine, l&#8217;Italia. E cosa ha di speciale [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/12/07/italia-natura-artigianato-qualita-vino-biologico/">Italia: natura, artigianato, qualità. E vino biologico</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div id="dslc-theme-content"><div id="dslc-theme-content-inner"><h2>Italia: natura, artigianato, qualità. E vino biologico</h2>
<p>L&#8217;Italia è da sempre la patria della buona e sana alimentazione ed in particolare del vino: i nostri vini sono i più apprezzati nel mondo. Il loro sapori sono unici, ma il tratto comune che li rende famosi è il luogo di origine, l&#8217;Italia. E cosa ha di speciale il nostro paese?</p>
<h2>L&#8217;equilibrio con la natura</h2>
<p>L&#8217;Italia è famosa per i suoi paesaggi, per la rigogliosità e l&#8217;immensa varietà della flora. La gente ha sempre vissuto in contatto con le piante. Mantenere il verde è un impegno che richiede sacrificio, e non sempre risulta remunerativo in termini economici. Ciò che ne trae giovamento è lo spirito, la consapevolezza di aver agito per la salvaguardia della natura. Oggi molte famiglie italiane vivono nella loro casa di proprietà curando il giardino e/o coltivando il proprio terreno amorevolmente, con un profondo rispetto per gli equilibri naturali.</p>
<h2>Il tessuto produttivo</h2>
<p>Le imprese italiane sono numerose e di piccole dimensioni, realtà a conduzioni familiari. Il poco terreno a disposizione pone dei chiari limiti alla quantità prodotta, impedendo lo sviluppo aziendale in scala industriale. I costi da sostenere sono elevati, e l&#8217;utilizzo di macchine agricole viene ridotto al minimo. Garantire una buona resa richiede un controllo approfondito da parte del contadino durante ogni fase del processo produttivo. Il prodotto realizzato manualmente è artigianale, l&#8217;attenzione dedicata alla sua coltivazione lo rende qualitativamente superiore.</p>
<p>Natura, artigianato, qualità. Dunque quale vino può rappresentare <em>l&#8217;italian lifestyle</em> meglio di un vino biologico?</p>
<h2>Italia e vino bio: accoppiata vincente</h2>
<p>L&#8217;analisi di Wine Monitor Nomisma lo conferma: all&#8217;estero nel 2015 la domanda di vino biologico italiano  è aumentata. Il fatturato è salito a 137 milioni di euro segnando +38%, cifre ben superiori rispetto a quelle del mercato interno.</p>
<p>Sempre più consumatori sono interessati al vino biologico, e le imprese lo hanno capito. L&#8217;Italia infatti è la seconda nazione europea per superficie vitata coltivata a regime biologico: dal 2003 al 2014 è aumentata del 128% arrivando a 72.361 ettari. La regione che guida il cambiamento è la Sicilia (27.105 ettari), seguita da Puglia (10.269 ettari) e Toscana (9.243 ettari).</p>
<p>Nello stesso periodo però Spagna e Francia sono cresciute molto più dell&#8217;Italia, rispettivamente +413% e +307%. Per questi paesi è stata una vera e propria rincorsa al bio partendo da zero.</p>
<h2>Prospettive future</h2>
<p>La conversione a regime biologico è più remunerativa, ma prevede anche regolamenti diversi. Adattarsi ai regolamenti implica tempo e risorse, e nel caso l&#8217;azienda sia piccola non sempre l&#8217;investimento è realizzabile. Il tessuto produttivo italiano è composto da numerose piccole aziende, per cui mantenere la seconda posizione in Europa sarà difficoltoso.</p>
<p>I prodotti agroalimentari italiani all&#8217;estero vengono visti come rappresentanti dei prodotti artigianali per eccellenza, le piccole produzioni familiari ottenute ricercando la massima qualità possibile e realizzate nel rispetto della natura. Non è quindi un caso se i vini italiani vengano associati a dei vini bio. I nostri vini possono usufruire di questo grande vantaggio competitivo che nessun altro paese ha.</p>
<p>In futuro la priorità sarà aumentare l&#8217;estensione dei terreni condotti a regime biologico per mantenere il nostro primato nel mercato. Per farlo non basterà prendere coscienza dell&#8217;idea che il turista straniero ha nei confronti del sistema produttivo italiano, ma bisognerà compiere scelte coerenti per poterla mantenere tale: solo così manterremo anche il vantaggio competitivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonti:</p>
<p><a href="http://www.focus.it/ambiente/ecologia/boom-del-vino-bio-in-due-anni-raddoppiati-consumatori-in-italia" target="_blank">http://www.focus.it/ambiente/ecologia/boom-del-vino-bio-in-due-anni-raddoppiati-consumatori-in-italia</a></p>
<p><a href="http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2016/04/20/vino-il-biologico-cresce-sempre-di-piu/48396" target="_blank">http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2016/04/20/vino-il-biologico-cresce-sempre-di-piu/48396</a></p>
</div></div><p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/12/07/italia-natura-artigianato-qualita-vino-biologico/">Italia: natura, artigianato, qualità. E vino biologico</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Calici di Stelle, evento dove si brinda al cielo</title>
		<link>https://localeco.it/2016/12/03/calici-stelle-evento-si-brinda-al-cielo/</link>
				<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 06:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Localeco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LocalEco]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti Tipici]]></category>
		<category><![CDATA[altamarca]]></category>
		<category><![CDATA[calicidistelle]]></category>
		<category><![CDATA[prosecco]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La notte stellata Calici di Stelle è un evento che si tiene nella settimana del 10 agosto, la notte di San Lorenzo. La sera del 10 agosto è il momento più propizio per osservare il cielo alla ricerca delle stelle cadenti. In quelle sere infatti la terra passa vicina allo sciame meteorico delle Perseidi, in un&#8217;ora [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/12/03/calici-stelle-evento-si-brinda-al-cielo/">Calici di Stelle, evento dove si brinda al cielo</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div id="dslc-theme-content"><div id="dslc-theme-content-inner"><h2>La notte stellata</h2>
<p>Calici di Stelle è un evento che si tiene nella settimana del 10 agosto, la notte di San Lorenzo. La sera del 10 agosto è il momento più propizio per osservare il cielo alla ricerca delle stelle cadenti. In quelle sere infatti la terra passa vicina allo sciame meteorico delle Perseidi, in un&#8217;ora si riescono ad osservare anche un centinaio di stelle cadenti. Calici di Stelle si tiene presso oltre 150 centri storici e cantine sparse lungo tutta la penisola italiana. E&#8217; possibile brindare in compagnia sotto il cielo stellato accompagnati da proposte musicali, artistiche ed enogastronomia locale. L&#8217;evento ha lo scopo di:</p>
<ol>
<li>promuovere la cultura del vino attraverso la visita dei luoghi di produzione</li>
<li>sostenere l&#8217;incremento dei flussi turistici nelle aree d&#8217;Italia a forte vocazione vitivinicola</li>
<li>qualificare i servizi turistici delle cantine</li>
<li>incrementare l&#8217;immagine e le prospettive economiche ed occupazionali dei territori del vino.</li>
</ol>
<h2>Un continuo successo</h2>
<p>Quest&#8217;anno Calici di Stelle ha sbancato il lunario. L&#8217;evento ha attirato oltre un milione di turisti e sono state stappate 160mila bottiglie. Tra le persone presenti ben una su cinque era straniera. Si conferma il successo della manifestazione organizzata da Movimento Turismo Vino e Città del Vino, che da quasi 20 anni aiuta ad avvicinare i consumatori ai produttori.</p>
<p>Calici di Stelle ha saputo ritagliarsi un suo ruolo nella diffusione della cultura, sia sotto l&#8217;aspetto enologico che sotto l&#8217;aspetto territoriale e artistico grazie alle numerose proposte concomitanti. E&#8217; un evento che riesce a valorizzare l&#8217;immenso patrimonio enologico e la ricchezza culturale dei centri storici italiani.</p>
<p>Floriano Zambon, presidente di Città del Vino è felice: &#8220;Oltre 150 città del vino coinvolte, migliaia di persone che hanno invaso piazze e centri storici, questo è sicuramente il dato più bello di una festa che ogni anno cresce e migliora. [&#8230;] Abbiamo dimostrato ancora una volta che il vino è cultura e che i nostri territori possono continuare a crescere nella qualità dell’offerta enoturistica&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti:</p>
<p><a href="http://www.cronachedigusto.it/archiviodal-05042011/316-levento/19861-2016-08-15-09-57-42.html" target="_blank">http://www.cronachedigusto.it/archiviodal-05042011/316-levento/19861-2016-08-15-09-57-42.html</a></p>
<p><a href="http://www.cittadelvino.it/index.php" target="_blank">http://www.cittadelvino.it/index.php</a></p>
<p><a href="http://www.movimentoturismovino.it/it/home/" target="_blank">http://www.movimentoturismovino.it/it/home/</a></p>
</div></div><p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/12/03/calici-stelle-evento-si-brinda-al-cielo/">Calici di Stelle, evento dove si brinda al cielo</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Belli e Buoni, il Comptoir d’Italie a Bruxelles.</title>
		<link>https://localeco.it/2016/11/21/belli-e-buoni-bruxelles/</link>
				<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 17:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Localeco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LocalEco]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti Tipici]]></category>
		<category><![CDATA[altamarca]]></category>
		<category><![CDATA[internazionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[promozione territorio]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il primo articolo sui punti vendita di eccellenze agroalimentari italiane a Bruxelles è dedicato al Comptoir d’Italie Belli e Buoni. Vi starete chiedendo: cos&#8217;è un comptoir? Ce lo spiega Marco Mancuso, il proprietario e ideatore di questo punto vendita: &#8220;Storicamente, un comptoir è il luogo dove si comprava la merce d’importazione. Famoso fu quello delle [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/11/21/belli-e-buoni-bruxelles/">Belli e Buoni, il Comptoir d’Italie a Bruxelles.</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div id="dslc-theme-content"><div id="dslc-theme-content-inner"><p style="text-align: justify;">Il primo articolo sui punti vendita di eccellenze agroalimentari italiane a Bruxelles è dedicato al <a href="http://www.belliebuoni.be" target="_blank">Comptoir d’Italie</a> Belli e Buoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi starete chiedendo: cos&#8217;è un comptoir? Ce lo spiega Marco Mancuso, il proprietario e ideatore di questo punto vendita: &#8220;Storicamente, un comptoir è il luogo dove si comprava la merce d’importazione. Famoso fu quello delle Indie, che trattava in particolare le spezie.”</p>
<h2 style="text-align: justify;">La storia di &#8220;Belli e Buoni&#8221;</h2>
<p style="text-align: justify;">Dal 2004, a Bruxelles, Marco Mancuso si occupa di utilizzare e distribuire in Belgio prodotti rigorosamente italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">I servizi che offre sono molti: ristorazione, catering, vendita al dettaglio e B2B. In città e nel Paese, infatti, diversi ristoranti italiani e non richiedono proprio prodotti italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Prodotti che arrivano ogni lunedì dall’Italia, in base alla domanda settimanale della rete di contatti che Marco Mancuso ha pazientemente costruito in 12 anni di attività.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua è una storia fatta di passione per l’Italia e i suoi prodotti, di grande professionalità, della continua ricerca di prodotti di qualità. Questi gli ingredienti del successo di Belli e Buoni, che traspaiono da una visita di persona oppure visitandone la <a href="https://www.facebook.com/belliebuoni" target="_blank">pagina Facebook</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia di Belli e Buoni è raccolta nel libro “<a href="http://belliebuoni.be/news.html" target="_blank">Col Sole nel Cuore</a>”, uscito nel 2014. Una testimonianza di passione per l’Italia e i suoi prodotti, ma anche della grande umanità di Marco Mancuso. Infatti, i profitti sono interamente devoluti all’organizzazione “I progetti di Eléonore”, che sostiene i bambini malati dell’ospedale St. Luc di Bruxelles.</p>
<h2 style="text-align: justify;">I servizi offerti</h2>
<p style="text-align: justify;">Da Belli e Buoni è possibile fare molte cose. Gustare una colazione all&#8217;italiana, oppure pranzi e cene preparate esclusivamente con ingredienti italiani, verdure comprese. E’ offerto anche un eccellente servizio di catering, con ricette tipiche della nostra penisola.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ possibile anche semplicemente comprare prodotti italiani al dettaglio, magari componendo seguendo i consigli di Marco e del suo Team un cesto da regalare. Esperienze interessanti sono anche le degustazioni di prodotti tipici, finalizzate in particolare ad educare il pubblico belga, ma non solo, all&#8217;apprezzamento del buon cibo italiano.</p>
<h2>I prodotti disponibili</h2>
<p style="text-align: justify;">Vi starete forse chiedendo quali prodotti si possono trovare da Belli e Buoni? Ce ne sono moltissimi.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni esempi: panforte di Siena, pesto ligure, mozzarella di bufala campana, burrata pugliese, pasta fresca da Torino, verdure dal mercato ortofrutticolo di Bologna…</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono anche prodotti veneti. Per i vini si trovano Prosecco di Valdobbiadene, Soave e Valpolicella. L’Asiago e il Montasio sono i formaggi presenti, mentre per le verdure il nostro rappresentante è il Radicchio Tardivo di Treviso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni Localeco consiglia, se siete a Bruxelles, di fare un salto da Belli e Buoni. Se non è possibile, contattateli tramite la <a href="info@belliebuoni.be" target="_blank">mail</a> o il <a href="https://www.facebook.com/belliebuoni" target="_blank">profilo social</a>.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Un&#8217;opportunità per l&#8217;Alta Marca</h2>
<p style="text-align: justify;">Localeco, tramite la condivisione di questo articolo, vuole essere uno stimolo per i produttori di eccellenze agroalimentari dell’Alta Marca. Sviluppate con Belli e Buoni durature e proficue relazioni commerciali. Fate conoscere il nostro Territorio all&#8217;estero attraverso i nostri prodotti!</p>
</div></div><p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/11/21/belli-e-buoni-bruxelles/">Belli e Buoni, il Comptoir d’Italie a Bruxelles.</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
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		<title>Il Monte Grappa e il formaggio Bastardo</title>
		<link>https://localeco.it/2016/11/18/il-monte-grappa-e-il-formaggio-bastardo/</link>
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				<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 17:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Localeco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LocalEco]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti Tipici]]></category>
		<category><![CDATA[altamarca]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[MonteGrappa]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il formaggio Bastardo Il Bastardo del monte Grappa è uno dei formaggi della tradizione lattiero casearia del Grappa più significativi. La sua produzione è tuttora legata alla natura incontaminata e profumata di fieno,fiori ed erbe del massiccio. Le mandrie al pascolo hanno infatti la possibilità di pascolare in sconfinati alpeggi di pascoli e boschi, ben [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/11/18/il-monte-grappa-e-il-formaggio-bastardo/">Il Monte Grappa e il formaggio Bastardo</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div id="dslc-theme-content"><div id="dslc-theme-content-inner"><h2 style="text-align: justify;">Il formaggio Bastardo</h2>
<p style="text-align: justify;">Il Bastardo del monte Grappa è uno dei formaggi della tradizione lattiero casearia del Grappa più significativi.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua produzione è tuttora legata alla natura incontaminata e profumata di fieno,fiori ed erbe del massiccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Le mandrie al pascolo hanno infatti la possibilità di pascolare in sconfinati alpeggi di pascoli e boschi, ben conservati nel corso del tempo grazie all&#8217;intervento dell&#8217;uomo che li ha custoditi saggiamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre,il Bastardo viene prodotto ancora come un tempo con la miscela di diversi tipi di latte.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui ne deriva una delle probabili origini del suo nome: si sostiene infatti che il nome Bastardo derivi dal fatto che un tempo veniva prodotto con latte vaccino, addizionato con latte caprino e ovino. Tuttavia, ha altrettanto credito la teoria secondo la quale il nome deriverebbe dall&#8217;usanza di utilizzare, per la sua preparazione,il latte che non era adatto per il Morlacco del Grappa. Altri ancora sostengono, invece, che si chiami così perché sul Monte Grappa non si produce né l&#8217; Asiago né il Montasio.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Le Caratteristiche:</h4>
<p style="text-align: justify;">Il formaggio che ne viene si presenta confezionato in forme cilindriche di 25-30 centimetri di diametro con un peso tra i 2,5 e i 5 chilogrammi.</p>
<p style="text-align: justify;">La  crosta, se a breve stagionatura è rigata, asciutta e morbida. Invece se più stagionato è più dura, di un colore giallo paglierino che va scurendosi nel corso del tempo. Inoltre, il Bastardo, se stagionato, racchiude all&#8217;interno una pasta granulosa, più chiara rispetto alla sua crosta e semidura.</p>
<p style="text-align: justify;">Al palato risulta piacevolmente aromatizzato ed è molto profumato.</p>
<h4 style="text-align: justify;">La Creazione:</h4>
<p style="text-align: justify;">Questo meraviglioso formaggio nasce dal connubio del latte crudo della munta serale,lasciato a riposo per tutta la notte e scremato la mattina, ed il latte appena munto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta portato ad una temperatura di circa 40° viene addizionato con caglio di vitello e si procede alla rottura della cagliata che viene poi scaldata fino a circa 45°. La pasta, che viene fatta depositare sul fondo della caldaia, viene estratta e sistemata all&#8217;interno di fascere dove subisce una leggera pressatura e la salatura in salamoia.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di essere pronte per il consumo, le forme devono essere sottoposte ad un periodo di stagionatura compreso tra un minimo di 25 giorni sino ad un anno, al termine del quale si ottiene un formaggio da tavola un tempo considerato di “serie B” ma che ai giorni nostri è particolarmente apprezzato e spesso servito con della polenta,  della carne o con dei funghi ed un buon bicchiere di vino.</p>
<p>&nbsp;[:en][vc_row][vc_column][vc_column_text]Il Bastardo del monte Grappa è uno dei formaggi della tradizione lattiero casearia del Grappa più significativi.</p>
<p>La sua produzione  è ancor oggi legata alla natura incontaminata e profumata di fieno,fiori ed erbe del massiccio.</p>
<p>Le mandrie al pascolo hanno infatti la possibilità di pascolare in sconfinati alpeggi di pascoli e boschi, ben conservati nel corso del tempo grazie all&#8217;intervento dell&#8217;uomo che li ha custoditi saggiamente.</p>
<p>Inoltre,il Bastardo viene prodotto ancora come un tempo con la miscela di diversi tipi di latte.</p>
<p>Da qui ne deriva una delle probabili origini del suo nome: si sostiene infatti che il nome Bastardo derivi dal fatto che un tempo veniva prodotto con latte vaccino addizionato con latte caprino e ovino. Tuttavia, ha altrettanto credito la teoria secondo la quale il nome deriverebbe dall&#8217;usanza di utilizzare, per la sua preparazione,il latte che non era adatto per il Morlacco del Grappa. Altri ancora sostengono, invece, che si chiami così perchè sul Monte Grappa non si produce né l&#8217; Asiago né il Montasio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le Caratteristiche:</p>
<p>Il formaggio che ne viene si presenta confezionato in forme cilindriche di 25-30 centimetri di diametro con un peso tra i 2,5 e i 5 chilogrammi.</p>
<p>La  crosta, se a breve stagionatura, è rigata, asciutta e morbida. Invece se più stagionato è più dura, di un colore giallo paglierino che va scurendosi nel corso del tempo. Inoltre, il Bastardo, se stagionato, racchiude all&#8217;interno una pasta granulosa, più chiara rispetto alla sua crosta e semidura.</p>
<p>Al palato risulta molto aromatizzato, ma in maniera piacevole e molto profumato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Creazione:</p>
<p>Questo meraviglioso formaggio nasce dal connubio del latte crudo della munta serale,lasciato a riposo per tutta la notte e scremato la mattina ed il latte appena munto.</p>
<p>Una volta portato ad una temperatura di circa 40° viene addizionato con caglio di vitello e si procede alla rottura della cagliata che viene poi scaldata fino a circa 45°. La pasta, che viene fatta depositare sul fondo della caldaia, viene estratta e sistemata all&#8217;interno di fascere in cui subisce una leggera pressatura e la salatura in salamoia. Prima di essere pronte per il consumo, le forme devono essere sottoposte ad un periodo di stagionatura compreso tra un minimo di 25 giorni sino ad un anno, al termine del quale si ottiene un formaggio da tavola un tempo considerato di “serie B” ma che ai giorni nostri è particolarmente apprezzato e spesso servito con della polenta, con della carne, con dei funghi e un buon bicchiere di vino.</p>
<p>[/vc_column_text][vc_gallery type=&#8221;image_grid&#8221; interval=&#8221;3&#8243; images=&#8221;1291,1290,1289,1288,1284,1287&#8243; onclick=&#8221;link_image&#8221; custom_links_target=&#8221;_self&#8221;][/vc_column][/vc_row]</p>
</div></div><p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/11/18/il-monte-grappa-e-il-formaggio-bastardo/">Il Monte Grappa e il formaggio Bastardo</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
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							</item>
		<item>
		<title>Web Promoter informa: i Comptoir regionali di prodotti agroalimentari italiani in Bruxelles</title>
		<link>https://localeco.it/2016/08/11/web-promoter-informa-comptoir-regionali-prodotti-agroalimentari-italiani-bruxelles/</link>
				<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 16:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Localeco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti Tipici]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Come  esprimere il valore dei Territori Italiani  ed essere presente in Bruxelles Localeco, tramite la condivisione di questo articolo, vuole far conoscere l’esperienza positiva rilevata da Marco web promoter  nell’Alta Marca.  come  buon auspicio ed incoraggiamento per il decollo internazionale dei prodotti e della reti d&#8217;imprese caratterizzate da brand territoriale  . Dall&#8217;entusiasmo e da personale aspirazione [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/08/11/web-promoter-informa-comptoir-regionali-prodotti-agroalimentari-italiani-bruxelles/">Web Promoter informa: i Comptoir regionali di prodotti agroalimentari italiani in Bruxelles</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div id="dslc-theme-content"><div id="dslc-theme-content-inner"><h2 style="text-align: justify;">Come  esprimere il valore dei Territori Italiani  ed essere presente in Bruxelles</h2>
<p style="text-align: justify;">Localeco, tramite la condivisione di questo articolo, vuole far conoscere l’esperienza positiva rilevata da Marco web promoter  nell’Alta Marca.  come  buon auspicio ed incoraggiamento per il decollo internazionale dei prodotti e della reti d&#8217;imprese caratterizzate da <strong>brand territoriale  .</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;entusiasmo e da personale aspirazione a collaborare è scaturito il quinto articolo sui punti vendita di prodotti agroalimentari italiani a Bruxelles che è dedicato al <a href="https://www.facebook.com/viabalbi/info/?entry_point=page_nav_about_item" target="_blank"><em>resto-bar-retail</em></a> “Via Balbi”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LocalEco</strong> ha scoperto  questo locale, a pochi passi da <em>Porte de Namur</em> e <em>Avenue Louise</em> a Bruxelles. Esternamente un ristorante-bar ben avviato, in realtà si è rivelato qualcosa di molto più interessante.</p>
<h2 style="text-align: justify;">La storia di “Via Balbi”</h2>
<p style="text-align: justify;">“Via Balbi” è un punto vendita nato più di due anni grazie a Davide, un ragazzo ligure animato da un’autentica passione per la sua regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come afferma Davide ““Via Balbi” è un’esperienza unica nel panorama culinario di Bruxelles. E’ un comptoir dove scoprire i prodotti e le ricette della Liguria. Un Resto-bar-retail dove è possibile assaporare prodotti autentici, importati esclusivamente per “Via Balbi” da produttori di questa bella regione.”</p>
<p style="text-align: justify;">Con un occhio alla Sostenibilità nella produzione, tema che sta molto a cuore a Davide.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla passione nel proporre ai propri clienti prodotti e sapori liguri, servendo piatti e vendendo prodotti di alta qualità, da una visita a “Via Balbi” traspare altro. L’obiettivo primario di Davide è far scoprire ai clienti un Territorio, a partire dalle sue tradizioni alimentari “slow”, le più autentiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessante l’utilizzo della <a href="https://www.facebook.com/viabalbi/info/?entry_point=page_nav_about_item" target="_blank">pagina facebook</a> per spiegare ai clienti che cosa sono le trofie e perchè il loro nome deriva da <em>strafuggia</em>, ad esempio. Non è facile, infatti, incontrare persone che coniugano pubblicità e formazione del cliente. Cultura e divulgazione della tradizione, oltre al gusto, sono invece la normalità da “Via Balbi”.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ questo il filo conduttore che lega tutte le creazioni di “Via Balbi”, che ha già raggiunto una buona notorietà in città grazie all’impegno e alla tradizione ai particolari finora profusi. Con la certezza che questo è stato solo l’inizio, LocalEco augura a “Via Balbi” un proseguo pieno di soddisfazioni.</p>
<h2 style="text-align: justify;">I servizi e i prodotti offerti</h2>
<p style="text-align: justify;">“Via Balbi” offre innanzitutto un ottimo <strong>servizio di ristorazione</strong>. E’ possibile assaporare diversi piatti della tradizione ligure. Quali? Ecco alcuni esempi: la focaccia nelle sue diverse varianti, le trofie al pesto con patate e fagiolini, il coniglio alla ligure…Per scoprirne di più, LocalEco vi invita a pranzare a “Via Balbi”, che cucina solo pasta artigianale per i primi piatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le pietanze possono essere consumate a casa, se preferite. Sono infatti attivi i <strong>servizi per asporto e di consegna a domicilio</strong>. Un’ulteriore opportunità per gustare la Liguria!</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>negozio</strong> vende anche molti prodotti tipici. Accanto all’immancabile olio extravergine d’oliva, è possibile trovare peperoni, carciofi, zucchine, aglio e olive taggiasche sott’olio…Ottime anche le confetture, il pesto (con aglio e non), i filetti di tonno in olio d’oliva.</p>
<p style="text-align: justify;">“Via Balbi” ha inoltre una scelta di vini che rappresenta tutta la Liguria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In mezzo a tanta Liguria, un pizzico di Marca Trevigiana è rappresentato dal tiramisù fatto in casa. Da provare!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito chi scrive e il team di Local Eco <strong>ricorda che il progetto Antenna Sviluppo Alta Marca proposto  da Consulmarc Sviluppo Srl e finanziato dalla Regione Veneto sarà realizzato, in rete d&#8217;impresa aperta a soggetti giuridici e persone fisiche, imprese e professionisti  interessati a partecipare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni  compila il  form sottostante</p>
<p style="text-align: justify;">[contact-form-7]</p>
<h2></h2>
<p>[:en]</p>
<h2 style="text-align: justify;">How to express the value of Italian Territories and be present in Brussels</h2>
<p style="text-align: justify;">LocalEco, through the sharing of this article, wants to making known the positive experience, detected by Marco Web promoter of Alta Marca, as a good omen and encouragement for the international launch of products and business network characterized  by <strong>territorial brand</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">From enthusiasm  and personal aspiration to collaborate is born the fifth article on the stores of Italian agrifood products in Brussels, which is dedicated to <em>resto-bar-retail</em> “ Via Balbi”.</p>
<p style="text-align: justify;">LocalEco has discovered this place, close to <em>Porte de Namur </em>and <em>Avenue Louise</em> in Brussels. Externally a restaurant-bar well established, actually it turned out to be something much more interesting.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>“Via Balbi” history</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">“Via Balbi” is a store born more than 2 years ago thanks to Davide, a guy from Liguria region animated by an authentic passion for his region.</p>
<p style="text-align: justify;">As Davide affirms “ Via Balbi” is a unique experience in the Brussels culinary landscape. It is a comptoir where everyone can discover product and recipes of Liguria region. A Resto-bar-retail where it is possible to taste authentic products, imported exclusively for “ Via Balbi” by producer of this beautiful region.</p>
<p style="text-align: justify;">With an eye to sustainability in the production process, a theme that is very dear to Davide.</p>
<p style="text-align: justify;">Besides the passion in offering to its customers products and flavor of Liguria region, by serving dishes and selling high-quality products, from a visit to “Via Balbi” transpires more. The main goal of Davide is to let its customer discover a territory, starting from its “slow” culinary traditions, the most authentic.</p>
<p style="text-align: justify;">For example, interesting is the use of the Facebook page to explain to its customers what are the Trofie and why its name derive from <em>strafuggia</em>. It is not easy indeed meet people who combine advertising and  customer training. Culture and tradition divulgation, besides taste, are the normality in “Via Balbi”.</p>
<p style="text-align: justify;">This is the leading thread that binds all the creations of “Via Balbi”, which has already achieved a good reputation in the city thank to the diligence and tradition to details lavished so far. With the certainty that this was just the beginning, LocalEco whishes “ Via Balbi” a very satisfying continuation.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Offered services and products </strong></h2>
<p style="text-align: justify;">“Villa Balbi” first of all offers an excellent <strong>restaurant service. </strong>It is possible to taste different dishes of Liguria region tradition. Which ones? Here some examples: the Focaccia in its different variants, the Trofie with pesto with potatoes and green beans, rabbit in Ligurian way… to find out more, LocalEco invite you to lunch at “ Via Balbi”, that cooks only homemade pasta for first dishes.</p>
<p style="text-align: justify;">All dishes can be eaten at home, if you prefer. They are indeed active the <strong>services for takeaway and home delivery</strong>. Another opportunity to enjoy the Liguria!</p>
<p style="text-align: justify;">The <strong>store </strong>also sells many local products. Alongside the unfailing extra virgin olive oil, you can find peppers, artichokes, zucchini, garlic and olives in oil  from Taggia&#8230; also excellent jams, pesto (with garlic and not), tuna fillets in olive oil .</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Via Balbi&#8221; also has a selection of wines representing the whole of Liguria</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In the midst of so much Liguria, a pinch of Marca Trevigiana is represented by the homemade tiramisu. To try!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In this regard, the writer and the Local Eco team remembers that <strong>the project “Antenna Sviluppo Alta Marca” proposed by Consulmarc Srl and funded by the Veneto Region will be made, in enterprise network open to legal entities and natural persons, companies and professionals interested in participating</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">For more information fill out the form below.</p>
</div></div><p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/08/11/web-promoter-informa-comptoir-regionali-prodotti-agroalimentari-italiani-bruxelles/">Web Promoter informa: i Comptoir regionali di prodotti agroalimentari italiani in Bruxelles</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Web Promoter Alert: Vendere eccellenze agroalimentari a Bruxelles</title>
		<link>https://localeco.it/2016/08/10/huile-sur-le-feu-bruxelles/</link>
				<pubDate>Wed, 10 Aug 2016 18:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Localeco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti Tipici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.localeco.it/?p=3568</guid>
				<description><![CDATA[<p>Un&#8217;opportunità per l&#8217;Alta Marca Presso &#8220;L’ huile sur le feu&#8221; non è attualmente possibile assaporare o acquistare prodotti veneti. Localeco, tramite la condivisione di questo articolo, vuole quindi essere uno stimolo per i produttori di eccellenze agroalimentari dell’Alta Marca. La speranza è che essi prendano contatto con Giuseppe e il suo Team, e facciano conoscere [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/08/10/huile-sur-le-feu-bruxelles/">Web Promoter Alert: Vendere eccellenze agroalimentari a Bruxelles</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div id="dslc-theme-content"><div id="dslc-theme-content-inner"><h2>Un&#8217;opportunità per l&#8217;Alta Marca</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Presso &#8220;L’ huile sur le feu&#8221; non è attualmente possibile assaporare o acquistare prodotti veneti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Localeco, tramite la condivisione di questo articolo, vuole quindi essere uno stimolo per i produttori di eccellenze agroalimentari dell’Alta Marca.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La speranza è che essi prendano <a href="info@lhuilesurlefeu.be" target="_blank">contatto</a> con Giuseppe e il suo Team, e facciano conoscere i propri prodotti, quindi il nostro Territorio, a Bruxelles.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perchè il secondo articolo sui punti vendita di eccellenze agroalimentari italiane a Bruxelles è dedicato ai <a href="http://www.lhuilesurlefeu.be/" target="_blank">ristoranti</a> &#8220;L’ huile sur le feu&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi punti vendita, rispettivamente a Bruxelles e Namur, non sono solamente semplici ristoranti. Come li definisce il proprietario e ideatore Giuseppe, sono allo stesso tempo un “ristorante tipico e una boutique”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto, al loro interno, ruota attorno all’olio d’oliva. Tutto è nato grazie al fascino di Giuseppe per il Mar Mediterraneo, per i suoi paesaggi dove si incontra l’olivo. Il rispetto della tradizione nell’ottenerne i prodotti, rivisitata con originalità, ha fatto il resto.</p>
<h2>La storia di &#8220;L’ huile sur le feu&#8221;</h2>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe, pugliese originario di Foggia, 17 anni fa ha tramutato la sua passione per l’olio d’oliva nel suo lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Attivo nella ristorazione dapprima con il punto vendita di Namur, Giuseppe ha oggi ampliato la sua attività anche a Bruxelles. Un risultato raggiunto innanzitutto attraverso il suo grande rispetto per le persone, probabilmente la prima qualità che traspare parlandoci assieme.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua competenza come ristoratore, la costante ricerca della qualità e dell’autenticità nei prodotti offerti sono gli altri punti di forza di &#8220;L’ huile sur le feu&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L’ huile sur le feu&#8221; oggi impiega principalmente prodotti agroalimentari italiani. Allarga comunque il suo sguardo al bacino del Mediterraneo, regione geografica oggi piuttosto divisa ma che condivide molto. In particolare, proprio l’olio d’oliva.</p>
<h2>I prodotti disponibili</h2>
<p style="text-align: justify;">Vi starete forse chiedendo quali prodotti si possono trovare da &#8220;L’ huile sur le feu&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto l’olio, da Toscana, Umbria, Liguria, Puglia e Sicilia. Poi il vino, ancora una volta toscano, pugliese e siciliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricca è anche l’offerta di conserve e sughi tipici, ideali per condire pasta, zuppe e bruschette o crostini. Si spazia dal pesto ligure, all’olio aromatizzato al tartufo piemontese, passando per prodotti tipici come il parmigiano emiliano e il pecorino sardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non c’è solo la tradizione. Anche originalità e innovazione trovano spazio, rappresentate da rivisitazioni ad opera di vari Chef stellati, come la pasta artigianale con le olive, dal caratteristico colore verde.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessun prodotto rappresenta il Veneto.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">I servizi offerti</h2>
<p style="text-align: justify;">I 2 punti vendita offrono come servizio principale la ristorazione. La cucina di &#8220;L’ huile sur le feu&#8221; si basa su una cura costante dei dettagli volta al miglioramento continuo dei piatti proposti. “Per far questo ci vuole molta volontà e pazienza”, afferma Giuseppe. Due doti che di certo non mancano né a lui né al suo Team.</p>
<p style="text-align: justify;">Pasta e zuppe, pane, insalate&#8230; Ecco alcune pietanze che si possono ordinare a &#8220;L’ huile sur le feu&#8221;. Il tutto rigorosamente fatto in casa da Giuseppe e il suo Team con prodotti italiani. A partire dalla farina, con cui viene preparata la pasta fresca che i clienti possono assaporare.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attenzione va alla tradizione ma anche alla salute. I piatti serviti sono privi di burro, al cui posto si utilizza l’olio, l’elemento essenziale di ogni piatto.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ sempre possibile, inoltre, ordinare le pietanze da asporto. Anche in questo caso, la qualità è alta e la pasta sempre fatta in casa. Un’ottima idea per chi vuole assaporare la tradizione italiana da casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto ricca la scelta di prodotti tipici da acquistare nella boutique. Sono ottime idee regalo, ideali per comporre ad esempio un cesto di sicuro apprezzamento. Ma, perché no, da comprare per sè e assaporare a casa, concedendosi uno o più prodotti dalla grande qualità e tradizione italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni Localeco consiglia, se siete a Bruxelles, di visitare &#8220;L’ huile sur le feu&#8221;. Se non vi è possibile, contattarli tramite il <a href="http://www.lhuilesurlefeu.be/" target="_blank">sito</a> saremo lieti di farlo per Voi o di fornirvi assistenza in  <a href="https://www.facebook.com/LHuile-sur-le-Feu-Bxl" target="_blank">Bruxelles</a>.</p>
<h2> [contact-form-7]</h2>
<p>[:en]</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>An opportunity for AltaMarca</strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>At “L’huile sur le feu” it is not currently possible to taste or purchase products from Veneto region.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LocalEco, through the sharing of this article, wants to be a stimulus for agrifood excellences producers of AltaMarca area.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The hope is that they will contact Giuseppe and his team, and make their product known, so our territory too, in Brussels</p>
<p style="text-align: justify;">That’s way the second article about the stores of Italian agrifood excellence  in Brussels is dedicated to the restaurants “ L’huile sur le feu”.</p>
<p style="text-align: justify;">These stores, respectively in Brussels and Namur, are not only simple restaurants. As the owner and creator Giuseppe defines them, they are both a “typical restaurant and a boutique”</p>
<p style="text-align: justify;">Everything inside them, revolves around the olive oil. It all started thanks to the charm of Giuseppe for the Mediterranean sea and for its landscape where you find the olive tree. Respect for tradition in obtaining products, revisited with originality, did the rest.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>“L’huile sur le feu” history</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe, a native of Foggia, in Puglia region, 17 years ago has turned his passion for olive oil into its work.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe, active in catering at first with Namur store, has now expanded its activity also in Brussels. A result achieve primarily through his great respect for people, probably the first quality that transpire by talking together.</p>
<p style="text-align: justify;">His competence as restaurateur, the constant pursuit of quality and authenticity in the offered products are the other strengths of “L’huile sur le feu”.</p>
<p style="text-align: justify;">“L’huile sur le feu” today uses mainly  Italian agrifood products.  It widens his gaze to the Mediterranean basin, geographical region now quite divided but that shares a lot. Especially, its olive oil.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Products available </strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Maybe you’re probably wondering what kind of products you find at “ L’huile sur le feu”.</p>
<p style="text-align: justify;">First of all the oil, from Tuscany, Umbria, Liguria, Puglia and Sicily regions. Then the wine, once again from Tuscany, Puglia and Sicily Regions</p>
<p style="text-align: justify;">Rich is also the offer of preserves and typical sauces, ideal for pasta, soups and bruschetta or crostini. It ranges from Ligurian Pesto, to olive oil flavored with truffles from Piemonte region, passing by typical products such as Parmesan and Pecorino respectively from Emilia Romagna and Sardinia region.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>No product represents Veneto region </strong></p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Offered services </strong></h3>
<p style="text-align: justify;">The 2 stores offer as main service the catering. The kitchen  of “ L’huile sur le feu” is based on a constant attention on details devoted to the continuous improvement of the dishes. “ To do this it takes lot of will and patience “ Giuseppe says. Two quality that are certainly not lacking either to him or to his team.</p>
<p style="text-align: justify;">Pasta and soups, bread, salads…Here some dishes that you can order at “ L’huile sur le feu”.  Everything strictly homemade by Giuseppe and his team with Italian products. Starting from the flour, with which the pasta is prepared that customers can enjoy.</p>
<p style="text-align: justify;">The attention goes to tradition but also to health. The served dishes are free of butter, in whose place is used the olive oil, the essential element of every dish.</p>
<p style="text-align: justify;">Also it’s always possible to order takeaway meals. Even in this case, the quality is high and the pasta always handmade. A great idea for those who wants to taste the Italian tradition from home.</p>
<p style="text-align: justify;">The choice of Local product to buy in the boutique is very rich.  They are excellent gift ideas, ideal for composing a basket of secure appreciation. But why not to buy it for yourself and enjoy it at home, allowing ourselves one or more products from the great quality and Italian tradition</p>
<p style="text-align: justify;">For further information Localeco suggests, if you are in Brussels, to visit &#8220;L &#8216;huile sur le feu&#8221;. If you cannot contact them through the site we will be happy to do it for you or assist you in Brussels.</p>
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</div></div><p><a rel="nofollow" href="https://localeco.it/2016/08/10/huile-sur-le-feu-bruxelles/">Web Promoter Alert: Vendere eccellenze agroalimentari a Bruxelles</a> - <a rel="nofollow" href="https://localeco.it">LocalEco.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
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